CODA Italia

CODA Italia (Children of Deaf Adults), associazione di promozione sociale, figli udenti di genitori sordi

24 novembre 2016
di Michela Moschillo
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Aperisegno a Roma!

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APERISEGNO arriva a Roma!!!
Ci vediamo il 3 Dicembre presso il Cocktail Bar Marmo, a Piazzale del Verano 71!

“APERISEGNO è un modo divertente per scoprire, conoscere e imparare la LIS (Lingua dei Segni italiana).

APERISEGNO si pone come obiettivo quello di SENSIBILIZZARE le persone nei confronti di questa LINGUA, la LIS, dando cosi a tutti la possibilità di sperimentare l’interazione con persone sorde e udenti segnanti attraverso l’uso di questa lingua, cosi meravigliosa che è capace di esprimere concetti importanti e idee direttamente attraverso l’uso delle mani e delle espressioni non manuali.
Senza dubbio, la supremazia della Lingua dei Segni o della mimica sta nella sua chiarezza e precisione.

La comunità APERISEGNO vuole diffondere l’utilizzo della LIS attraverso un momento ricreativo, ponendosi l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere una lingua e la sua cultura.”

Finalmente un modo divertente per approcciarsi alla Lingua dei Segni, vi aspettiamo!!!

LINK ALL A PAGINA FB DI APERISEGNO

Invitate i vostri amici udenti che vogliono conoscere la LIS all’evento!

24 novembre 2016
di Michela Moschillo
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“Laboratorio di discussione sull’esperienza CODA”

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Il 3 Dicembre 2016 a Roma, in Via G.Giolitti 163, dalle ore 15 alle ore 18, ci sarà un laboratorio di discussione sull’esperienza CODA riservato ai soci ordinari di CODA Italia, aperto ovviamente anche a chi vuole diventare socio.
Il gruppo sarà moderato da Sthepanie Rey che ha partecipato a diversi eventi di CODA International e che ci porterà la sua esperienza.Per chi vorrà partecipare è richiesto un contributo di 5 euro e la prenotazione via email a: info@codaitalia.org o codaitaly@gmail.com

La sera poi… non mancate all’Aperisegno, aperto a tutti!!!

9 novembre 2016
di Michela Moschillo
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Genitori sordi e figli udenti, è possibile comprendersi?

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Sabato 3 Dicembre 2016 Mirella Bolondi, autrice del libro “Terra di silenzi” e socia ordinaria di CODA Italia sarà presente al secondo incontro, parte di una serie di interessanti incontri per donne sorde, organizzato dall’ENS di Brescia e dall’Associazione Monsignor. G. Marcoli di Brescia.
Questo secondo incontro è intitolato “Genitori sordi e figli udenti, è possibile comprendersi?”, argomento che ci riguarda direttamente e personalmente, qui potete trovare tutte le informazioni e anche le tematiche degli altri incontri: Link ENS BresciaLink Associazione Marcoli
Vi aspettiamo!

9 novembre 2016
di Michela Moschillo
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CODA Italia a Firenze, i figli udenti di genitori sordi si raccontano

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Ci vediamo sabato 3 Dicembre 2016, presso la Sezione Provinciale ENS di Firenze in Via Manzoni 13, alle ore 15,30.
Ringraziamo l’ENS di Firenze per averci invitati e vi aspettiamo numerosi!!!
Riportiamo i dettagli direttamente dal sito dell’ENS di Firenze:

“I figli udenti di genitori sordi si raccontano”
CODA Italia (Children of Deaf Adults) è un’Associazione di Promozione Sociale nata in Italia che si occupa di figli udenti di genitori sordi.

E’ stata creata dall’esigenza di cinque persone diverse tra loro verso un unico obiettivo: la tutela – e non solo – dei Coda, figli udenti di genitori sordi.

Tra le attività proposte da CODA Italia sono previste attività volte all’accrescimento psicologico e sociale di figli udenti di genitori sordi di ogni età.

Le rappresentanti di CODA Italia parleranno della loro Associazione e condivideranno le proprie esperienze di vita come CODA. Tutti i soci sono invitati a partecipare a questo importante incontro.
Durante l’evento sarà possibile tesserarsi per diventare soci CODA.

L’ingresso al seminario è di 5 euro.
E’ obbligatoria l’iscrizione all’indirizzo email: strazzari@ens.firenze.it
Le iscrizioni scadono il 24 novembre 2016.
Dopo il seminario sarà organizzata una cena.
Per informazioni scrivere all’indirizzo email: strazzari@ens.firenze.it

3 novembre 2016
di Michela Moschillo
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“Io sono sorda e udente”

Mirella Bolondi, autrice del libro “Terra di silenzi” e socia di CODA Italia ci scrive le sue riflessioni dopo essere stata al 2° compleanno dell’associazione, è sempre un piacere leggerla e c’è chi si ritroverà in alcune delle sue parole!

“È da qualche anno che lo so. Una decina direi. Più o meno dalla pubblicazione del mio romanzo: “Terra di silenzi”. Sono state le domande e i confronti con i lettori o i potenziali tali a svelarmelo. Succede quando ascolti qualcuno che ti ascolta e fai tuo il suo sguardo: ti vedi e impari a conoscerti, mentre la tua anima si sveste e si mette a nudo. Semplice e disarmante, anche se incomprensibile ai più: Io sono sorda e udente! Due cose che non possono stare insieme solo nel mondo fuori. In quello dentro possono coesistere e volersi pure bene.

Quando anni fa lo dissi a mia mamma, la vidi sbiancare in volto, come se fosse un’accusa e non il riconoscimento del suo buon operare. I miei genitori, infatti, sono entrambi sordi e mi hanno insegnato a essere udente, a vivere nel mondo dei suoni, a usare la mia voce. E mi parlano con la loro voce roca, anche mentre disegnano segni. A sostenerli un profondo senso di rispetto per la mia diversità e del suo valore, di cui sarò per sempre a loro grata. Io, nel mentre, ho imparato ad ascoltare il mondo anche con gli occhi e con le mani; a essere sorda, a essere loro. Ma soprattutto ho imparato cos’è l’amore.

Quando giorni fa a Milano abbiamo festeggiato il secondo compleanno dell’associazione dei figli udenti di genitori sordi (CODA) e sul palco sono sfilate diverse testimonianze, è stato davvero emozionante sentire raccontare la mia storia, nelle sue declinazioni più diverse: perché ogni storia si assomiglia e si distingue dalle altre, come quella di tutti i figli. E bello era quel sentire comune: siamo sordi e udenti e ciascuno in un modo unico e speciale! In un modo tutto suo.

Stare in mezzo agli altri CODA è sempre divertente. Incontrarsi assomiglia un po’ a una rimpatriata di cugini vicini e lontani, di tutti i gradi. Magari non ti conosci nemmeno, ma sai di appartenere alla stessa famiglia, lo senti sulla pelle, lo senti nelle mani. Già. Nelle mani…

Le loro si muovevano continuamente, disegnando segni nell’aria con grande disinvoltura, senza preoccuparsi se davanti c’era una persona sorda o un’udente come me. Alternavano voce e segni come qualcosa di molto naturale. Ma non lo era per me. Non per la mia storia, nella mia educazione. E così ridevo. Quella risatina imbarazzante, che muove l’altro a chiederti “Ti dà fastidio se ti parlo con i segni?” “No, in realtà mi piace… ma mi fa ridere… scusa è più forte di me. Io con i segni parlo solo con i sordi che segnano, non con gli udenti! Ma tu continua per favore se ti va. È un problema mio!”.

Un po’ come ritrovarsi al ristorante e vedere che gli altri convitati mangiano con le mani. Semplicemente non si fa. L’ha detto la mamma che vuole che usi la voce anche quando giochi con le bambole… “Perché tu sei udente!”. Lo dice la società imponendo a tutti di usare la voce, anche ai sordi, “perché solo così sei integrato”. “Vuoi usare anche la lingua dei segni? te lo concedo, ma non continuare a rompere con questa storia del riconoscimento!”. A te udente la lingua dei segni semplicemente non serve. Non serve?!

E io continuo a ridere.

È la bambina dentro di me che ride. Si può? Davvero si può? E l’adulto non ha più argomenti. “Perché no?” chi ha il diritto di decidere in quale lingua tu debba esprimerti?

Ed è così che, all’improvviso, qualcuno mi sorride “È bello sai, vederti parlare con i segni!”. Non me ne sono nemmeno accorta, ma le mie mani hanno cominciato a segnare parole in libertà, quelle che raccontano chi sono. E io sono sorda e udente. E tante altre cose insieme in realtà. Nel mondo dentro si può. Lo possiamo tutti. Basta ascoltare qualcuno che ti ascolta e provare a fare tuo il suo sguardo.”

9 ottobre 2016
di CodaItalia2015
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La sfida di un CODA

La prossima settimana al teatro San Genesio di Roma ci sarà il debutto dello spettacolo “Luci del Buio”, diretto dal regista Dario Pasquarella, di cui io farò parte del cast sia come attore che come voce fuori scena.

Sono molto emozionato fin da ora perché avrò l’occasione di superare la mia paura di segnare davanti ad un pubblico e in più sono anche contento di mostrare il lavoro iniziato con Dario dal mese di maggio 2016.

Ci tengo a questo spettacolo perché fa parte del mio percorso con la lingua dei segni, iniziato fin da quando sono nato, essendo un CODA, figlio di genitori sordi. Posso raccontarvi il mio rapporto iniziale con loro usando questa immagine: sei sullo stipite di una porta e non vuoi entrare nella stanza ma solo osservare dall’esterno. Ho sempre aspettato che i miei genitori venissero nel mio mondo, quello udente. Ma un rapporto si sa è fatto da due persone e non potevo aspettare che si avvicinassero sempre loro. Questo concetto in realtà l’ho capito molto dopo, in quel momento non avevo ancora gli strumenti adatti.

Sono andato avanti così, per tutta l’adolescenza, e non sono riuscito mai a comunicare a pieno i miei bisogni, i miei momenti di rabbia ma anche di gioia e di felicità. Nonostante fossi il loro figlio, li vedevo anch’io come disabili, bisognosi di aiuto, forse come la società in maniera nascosta mi ha imposto di vederli. Ci sono cascato anch’io in questo “tranello”.

Ma quando, grazie alle riflessioni e soprattutto alla spinta ricevuta da una persona per me molto importante, che mi ha fatto notare un punto di vista nuovo, il quale pian piano stava nascendo in me, sono riuscito a vedere i miei genitori non come disabili ma come persone che usano un’altra lingua, la lingua dei segni.

Così si è aperta una nuova strada sul mio percorso di vita. Tre anni fa ho iniziato a studiare la lingua dei segni presso la scuola del “Gruppo Silis”. Ho scelto di partire dall’inizio perché nonostante conoscessi già qualche segno non sapevo dell’esistenza di una vera e propria grammatica. Soprattutto grazie al corso ho capito che cosa fosse quel segno che i miei genitori facessero per indicare un amico di famiglia. E’ il segno-nome. Ad ogni sordo, CODA, una semplice persona che inizia a studiare la lingua dei segni gli viene “regalato” un segno che lo identifica, in base ad una caratteristica fisica o atteggiamento. Così con meraviglia ho scoperto il segno-nome dei miei genitori all’età di 28 anni ed è stato fantastico. Un momento che mi ha avvicinato molto a loro.

Mi sono messo di fronte alle tante difficoltà che avevo accumulato fin da piccolo, legate all’espressione del mio mondo interiore, quello emotivo, e grazie alla grinta dei miei compagni di corso sono riuscito in questo.
Nel 2013 durante la rassegna cinematografica Cinedeaf, organizzata dall’Istituto Statale per Sordi di Roma, ho conosciuto Dario e da quel momento mi sono appassionato ai suoi spettacoli teatrali dove ho visto la lingua dei segni in tutta la sua espressione.

Proprio in quel momento mio cugino mi ha consigliato di intraprendere, anche per gioco, l’esperienza teatrale. Qualcosa che mi serviva per “salpare dal porto”. Ho iniziato così con la compagnia teatrale “Quattro Cambi”, diretta dal regista Francesco Proietti. E’ stata la mia prima sfida: mettermi davanti a delle persone e mostrare la mia capacità artistica.

Così passa qualche anno e arriva lo spettacolo “Volesse Freud”, una commedia ripresa dal film “Per tutta colpa di Freud”. Ho interpretato il personaggio di Fabio, un ragazzo sordo appassionato di libri che si innamora della bella libraia Marta. Anche questa è stata un’altra sfida: impersonare un sordo. Fino a quel momento ho sempre interpretato personaggi udenti e questo cambio di ruolo l’ho visto come un momento per mettermi a confronto con la mia parte sorda. Si può pensare che sia stato facile perché ho i genitori sordi ma non è andata proprio così. Le sensazioni che vengono dal mondo sordo in quel momento le ho potuto solo immaginare. Ho cercato ovviamente di dare il meglio ma comunque mi sono accorto di una mancanza: l’esperienza teatrale sorda.

Per questo quando Dario mi ha proposto di partecipare alla messa in scena del suo nuovo spettacolo “Luci del buio” ho accettato. Mi ha permesso di poter far uscire quello che ho dentro in un nuovo modo: attraverso il lato creativo della lingua dei segni.

Pian piano è diventata anche questa una nuova sfida. Me ne sono accorto dai pensieri, dai momenti di nervosismo, dalla sfiducia in me stesso. In più il pensiero di segnare davanti a un pubblico. Ma per fortuna sono supportato dall’associazione CODA Italia, di cui sono socio ordinario, che rappresenta un bellissimo gruppo di persone dove confrontarsi ed esserci l’un per l’altro. Forse un giorno riusciremo a portare in scena proprio la nostra vita da CODA, che credo sia uno spunto interessante per parlare di integrazione tra mondo sordo e udente, ma in generale proprio per raccontare il nostro vissuto.

Per questo credo che sia fondamentale che oggi la lingua dei segni italiana possa essere riconosciuta, perché questa lingua permette di esprimere liberamente e pienamente la propria persona, i suoi pensieri, le sue emozioni, ed è importante per me far conoscere questa mia esperienza da udente immerso in una cultura sorda a chiunque si voglia avvicinare o anche sia solo curioso.

Danilo Di Carlo

Locandina dello spettacolo "Luci del Buio"

28 settembre 2016
di Michela Moschillo
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2° compleanno CODA Italia!

Festeggiamo il 15 Ottobre 2016 il 2° compleanno di CODA Italia a Milano,
in Via Valvassori Peroni 56, ingresso biblioteca rionale,
ingresso gratuito aperto a tutti, sordi e udenti, per la presentazione dell’associazione con interventi dei soci e a seguire,
per chi vorrà, aperitivo a 10 euro (per assicurare a tutti l’aperitivo vi chiediamo di mandarci tramite messaggio FB o email il vostro nome e cognome e il numero di partecipanti)

Condividete l’informazione con chi pensate possa essere interessato!!!
Vi aspettiamo  numerosi!!!

Link Evento FB

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Edit del 21/10/16:

E’ stato bellissimo, grazie a chi c’era e a chi avrebbe voluto esserci ma non ha potuto, grazie a chi ha permesso l’organizzazione di tutto ciò, grazie al gruppo CODA di Milano e grazie agli interpreti!

Ecco le FOTO!

9 settembre 2016
di Michela Moschillo
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Giochi senza barriere 2016

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Settembre 2016, tempo di ripresa!!!

Ma abbiamo ancora l’estate negli occhi e vogliamo condividere con voi il ricordo di due giornate bellissime organizzate dalla Sordi Picena a San Benedetto del Tronto, potete vedere tutte le foto ufficiali di entrambe le giornate QUI.
Le parole del capitano della squadra “SEMI CODA” Susanna Di Pietra, vicepresidente di CODA Italia, riassumono le giornate del 6 e 7 agosto:

“CODA Italia questa volta si è imbattuta in un’esperienza nuova e divertente che allo stesso tempo ha portato ad una vittoria. La squadra “SEMI CODA” formata da quattro coda, un udente e il restante sordi, ha partecipato all’VIII Edizione dei “Giochi senza barriere” a San Benedetto del Tronto classificandosi al III posto.
Per essere stata la prima volta, ce ne siamo andati soddisfatti e con un bel ricordo 🙂
Ringraziamo la Sordapicena Sociale, in special modo la nostra socia CODA Monica Illuminati, per averci fatto partecipare, i giocatori che hanno formato la squadra e tutti coloro che ci hanno supportato!!!  grazieeeeeeeeee :)”
E tra le foto ufficiali eccone QUI una bellissima!!!

24 maggio 2016
di Michela Moschillo
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ESTATE 2016: Centro Estivo al Club Nomentano… ci siamo anche noi dal 13 Giugno al 5 Agosto!!!

Operatori segnanti per bambini e ragazzi sordi e udenti dal 13 giugno al 5 agosto, per informazioni potete contattare direttamente il Club Nomentano via email: nomentanossd@gmail.com
Summerclub per ragazzi dai 6 ai 13 anni, 12 giugno -13 agosto e 29 agosto – 9 settembre.
Cucciolandia per bambini dai 3 ai 5 anni, 4 luglio – 12 agosto e 29 agosto – 9 settembre.

entroestivo2016
Più informazioni: http://www.clubnomentano.it/summerclub-2016