Coda Italia

(Children of Deaf Adults), associazione di promozione sociale, figli udenti di genitori sordi

13 dicembre 2017
di Michela Moschillo
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A tutela del mondo della sordità

Abbiamo ritenuto giusto scrivere una lettera alla trasmissione televisiva Grande Fratello e ai giornali dopo quanto è stato detto nella trasmissione “Grande Fratello Vip” da una delle partecipanti che parla così del mestiere di collaboratore scolastico “Di solito i bidelli sono tutti handicappati”, dopo aver raccontato un aneddoto su un collaboratore sordo, anzi, “sordomuto”, come è stato chiamato dalla concorrente. Riportiamo qui quanto scritto.

Giulia De Lellis Grande Fratello Vip

Carissimi lettori/ caro GFvip
Ci presentiamo, siamo alcune delle Associazioni presenti sul territorio
nazionale che rappresentano una parte del mondo dei sordi, o “ sordomuti “
come sfortunatamente vengono ignorantemente nominati ancora oggi,
nonostante la legge n 95 del 20 Febbraio 2006 sancisca che << in tutte le
disposizioni legislative vigenti il termine – sordomuto- è sostituito con
l’espressione – sordo- >> . Non volendoci dilungare sul perché debba esserci
una legge che ci indichi come nominare una persona, e non usiamo il termine
PERSONA a caso, basti sapere che il collegamento SORDO = MUTO è un
equivoco che porta a fraintendimenti significativi sulle capacità cognitive e
relazionali delle persone sorde.
Detto questo siamo qui anche e soprattutto per ribadire ancora una volta e
con grande rammarico che troppo spesso ci si arroga il diritto di parlare
senza sapere, ed è proprio questo che ha fatto la signorina De Lellis, che in
un programma televisivo come il Grande Fratello Vip, seguito da milioni di
telespettatori in tutto il Paese, con estrema leggerezza ha raccontato aneddoti
secondo il suo parere divertenti affibbiando epiteti quali SORDOMUTO,
HANDICAPPATI a persone che lavoravano nella scuola da lei frequentata.
Ecco, noi non vorremmo parlar troppo di questa ragazza ma soffermarci sulla
possibilità che ha questa ragazza, di poter esprimere la sua opinione davanti a
milioni di persone in totale libertà, senza preoccuparsi dell’effetto delle sue
parole su chi la guarda, persino in un programma come il GF, risaputamente
programma a scopo ludico e ricreativo e non di certo educativo, ma
comunque con la grande responsabilità di esser seguito da così tante
persone, alcune di queste sorde nonostante siano anche qui private della
piena accessibilità ai sottotitoli. Per questi motivi crediamo necessario che
un programma di grande seguito e ascolto debba inequivocabilmente
prendere le distanze da tali affermazioni poichè, come accennato prima, esse
rimandano e alimentano immagini stereotipate, che benchè frutto
dell’ignoranza di chi le pronuncia, in ragione del mezzo che è stato messo
loro a disposizione, diventano ostacolo alla diffusione di una cultura
dell’inclusione di cui la nostra società ha così tanto bisogno. Non solo i sordi
si confrontano, discutono e amano come tutti; non solo il lavoro di
collaboratore scolastico è un servizio prezioso svolto a tutela e sostegno
dell’educazione e formazione che si svolge a scuola; ma le persone con
disabilità in generale sono distribuite e lavorano in tutti i settori della società,
relativi alle proprie competenze, abilità e percorsi formativi.
Tra di noi ci sono persone sorde, udenti, CODA (Children of deaf adults) ma
in primis persone che sono indignate di fronte alla leggerezza con la quale si
toccano alcune categorie peccando di ignoranza, e la leggerezza accostata
all’ignoranza non ha mai portato a nulla di buono.
Crediamo fortemente che anche la stessa Giulia abbia bisogno di una
profonda sensibilizzazione, ma forse quello che più le serve sia conoscere e
studiare la vita, la cultura e tutto ció che la circonda, a partire dalle persone.
Speriamo dunque che vogliate trasformare questo spiacevole accadimento in
una positiva opportunità per parlare di diversità, inclusione e integrazione,
ricordando tra l’altro che il 3 Dicembre è la giornata mondiale della disabilità.

LE ASSOCIAZIONI :
CODA Italia
Movimento LIS Subito
Ens Provinciale di Roma
Officina Lis
Arte&mani Deaf Italy
Anios – associazione interpreti di Lingua dei Segni Italiana (LIS)
Emergenza Sordi a 360 gradi
AFISBI
Progetto Sur
La Chiocciolina Onlus
Asu
Segni di integrazione – Lazio

Un nostro socio ha scritto anche il suo punto di vista, personale ma con motivazioni più che condivisibili da molti altri nostri soci:
Caro/a lettore/lettrice,
non mi è mai capitato di scrivere una lettera ad un quotidiano o giornale.
La cosa più strana è che l’evento scatenante deriva da un programma televisivo
che non guardo e a causa di una persona che non conoscevo fino a ieri. Mi
riferisco alle uscite poco piacevoli di una certa Giulia de Lellis del Grande
Fratello vip.
La prima reazione che ho avuto è stata certamente di rabbia. Rabbia verso una
persona che ha un grande potere: far sentire la propria voce e opinione a milioni
di persone. Ma invece di dire qualcosa che possa far riflettere, preferisce
denigrare e insultare. Come disse Oscar Wilde: “Meglio tacere e sembrare
stupidi che parlare e togliere ogni dubbio”. Che cosa posso guadagnare dal
regalare la mia attenzione ad un soggetto del genere? Nulla. Qui risiede la
motivazione che ha fatto passare completamente il risentimento verso di lei.
Mi indigno e mi arrabbio, invece, pensando che ci sono network e programmi
che permettono il diffondersi di queste parole, ritardando una presa di posizione
per vedere che effetto hanno, di quanto lo share aumenta e quanti soldi possono
ricavare da questa situazione.
La tv nasceva per diffondere informazioni, educare, magari far sentire le
persone distanti più vicine, insegnare la lingua – e non solo – a persone che non
potevano accedere ad un’istruzione. Ora è spesso un mezzo di propaganda e
proliferazione di biechi contenuti ed esperimenti mediatici che diffondono
falsità e ignoranza. Come talvolta accade, un mezzo che poteva avere finalità
positive è usato per uno scopo completamente opposto.
“Cari” Giulia e GF, io ho due genitori disabili, guarda caso sordi entrambi. Mia
madre lavora in banca da oltre 20 anni, mio padre in un’azienda di
telecomunicazioni, io mi sono laureato due volte e ora sono un consulente
pedagogico, educatore e assistente alla comunicazione. Questo per dire che
anche senza udito, i miei genitori sono riusciti a trasmettermi dei valori, affetto
e un bagaglio culturale che ha permesso la costruzione di una identità. Mi
hanno regalato una lingua bellissima (lingua dei segni) e insegnato quello che a
te più manca Giulia: il rispetto verso gli altri. Non sono certo il solo. Ci sono
centinaia, migliaia di persone come me, ognuna con le sue caratteristiche, un
suo percorso alle spalle e una sua identità.
Sono le differenze tra le persone che hanno permesso all’essere umano di
mutare, crescere, evolvere e arrivare dove siamo ora.
Grazie per l’attenzione.
Luca Falbo

25 novembre 2017
di Michela Moschillo
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CODA Italia presenta il primo corso di Self Make-Up

CODA Italia in collaborazione con Mulac presenta un corso di self make-up per sordi e udenti.

“Ciao a tutti!
Vuoi conoscere i segreti del make up? Lei, Marika Magistri, insieme a CODA Italia, organizza il primo corso di SELF MAKE-UP, totalmente accessibile in lingua dei segni italiana.
Il primo incontro sarà il 2 Dicembre 2017 in Via Giolitti 163, avrai la possibilità di scegliere l’orario a te più comodo: la mattina dalle 10,30 alle 12,30 oppure il pomeriggio dalle 14 alle 16.
Il corso avrà una durata di cinque incontri e all’ultima lezione ci saranno delle premiazioni!
Lo sponsor è Mulac, un’azienda italiana che non testa i suoi prodotti sugli animali!
Vi aspettiamo nel nostro corso frizzante e colorato!!!”

Prenotazioni e informazioni a codaitaly@gmail.com entro il 30 Novembre!

10 ottobre 2017
di Michela Moschillo
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Domande ai soci

A 3 anni dalla nascita di CODA Italia abbiamo fatto ad alcuni soci qualche domanda e le loro risposte ci riempiono il cuore di affetto!

Grazie a Luca Falbo per l’ideazione del video e a Elena Ferotti per il montaggio, in ordine di apparizione un grazie di cuore a Carlo Wialletton, Diana Belmonte, Annila Gentile, Sonia Caimi, Anna Vernarelli, Valentina De Matteis

9 ottobre 2017
di Michela Moschillo
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3° compleanno CODA ITALIA e Aperisegno per festeggiare

Edit del 22/10/17:
GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO VOLUTO ESSERE CON NOI IN QUESTO GIORNO IMPORTANTE!!!

Abbiamo raccolto a questo link le foto della serata!

 

Siete tutti invitati a festeggiare con noi il 3° compleanno dell’associazione di promozione sociale CODA ITALIA! Per l’occasione Aperisegno ™ è con noi! 
Avete mai partecipato all’Aperisegno? Per voi è un’occasione bellissima per approcciarsi alla Lingua dei segni italiana in modo divertente e per noi è un modo per divulgare la LIS e soprattutto per far capire a chi non ha a che fare con la sordità come ci si approccia alle persone sorde!
Vi aspettiamo numerosi il 20 ottobre 2017 dalle ore 19 presso il locale LAB-116 in Via dei Volsci 116 a San Lorenzo (Roma)

Link: Evento FB

“Conosci questo locale?”
“Si, lo conosco bene! Siamo a San Lorenzo!”
“Vedo che è una zona molto frequentata, è bellissimo come quartiere!”
“Prossimamente l’associazione CODA Italia organizzerà l’Aperisegno ™ ”
“Si, infatti ho sentito questa notizia! Il 20 ottobre dalle 19 alle 21 si mangerà, dalle 21 in poi si potrà bere”
“Certo! E con l’occasione festeggeremo il 3° anniversario di CODA Italia”
“Sono già passati 3 anni?! Velocissimi!”
“E voi? Venite?!”
“Dovete venire tutti! Ciao!”

“Ciao, come va?”
“Io tutto bene e tu?”
“Bene, adesso sto frequentando il corso LIS all’Istituto e sto facendo il tirocinio”
“Tirocinio? Mi hanno detto che a Ottobre ci sarà l’Aperisegno ™, con l’occasione potresti venire! Sarà a San Lorenzo, proprio in questo locale!”
“Davvero?! Bene! Potrò fare tirocinio qui!”
“Si, si!”
“E quante ore potrò fare? Due?”
“Due ore? Saremo qui dalle 19 alle 22, potresti fare anche un’ora in più! Ci divertiremo, vieni!”
“Uh, tante ore, bene!”
“Faranno un evento su Facebook, da lì vedremo quante persone verranno! Speriamo in tanti partecipanti!
Ci vediamo qui allora eh?”
“Si, si! Ci vediamo qui!”
“Ciaooo!”

Per informazioni contatta CODA Italia: codaitaly@gmail.com

9 ottobre 2017
di Michela Moschillo
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Servizio di consulenza psicologica

“Ciao a tutti!
Chi sono? Il mio nome è Manolo Vacca e sono uno psicologo CODA.
Siamo qui per comunicarvi la possibilità di accedere ad un servizio di consulenza psicologica, a cui potete accedere in situazioni di difficoltà di vario genere, che vanno da problematiche di natura relazionale, emotiva e personale.
Questo servizio è tenuto da me, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale CODA Italia, il servizio è rivolto a udenti, CODA e sordi, in quanto si garantisce una completa accessibilità durante la consulenza, in quanto psicologo CODA segnante.

Ciao a tutti, per qualsiasi informazione potete contattarmi tramite email o tramite SMS. Ci vediamo presto!”

PER INFORMAZIONI contattare Manolo Vacca.
email: manolo.vacca89@gmail.com
cell: 3389686450

oppure CODA Italia: codaitaly@gmail.com

 

20 aprile 2017
di Michela Moschillo
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“Mamma, papà… oggi vi racconto una storia!”

Incontri con l’autore all’ISSR: Mamma, papà…oggi vi racconto una storia

di Manuela Monti (Intrecci 2016)

Giovedì 04 maggio 2016, alle ore 16.30, presso la Mediavisuale dell’Istituto Statale Sordi di Roma, verrà presentato il volume Mamma, papà…oggi vi racconto una storia di Manuela Monti (Intrecci 2016). Sarà presente l’autrice che illustrerà il proprio lavoro insieme a Mauro Iandolo, Lucia Pasquini, Susanna Di Pietra, Augusta Antognozzi, Alberto Caimi, Viviana Rocchi e con un contributo video di Mauro Mottinelli. Lettura pubblica a cura di Veruska Menna con performance in Lingua dei Segni Italiana a cura di Mauro Iandolo. Introduce il Professor Ivano Spano, coordina Luca Des Dorides.

Il topolino, il riccio e il gufetto sono i protagonisti dei tre nuovi racconti nati dalla vivace e brillante penna di Manuela Monti. Leggendo le storie sarà impossibile non farsi coinvolgere dalle avventure dei personaggi e vivere con loro emozioni, desideri, paure, scoprendo che ogni problema offre una soluzione. Ogni racconto si conclude con una guida alla riflessione attraverso la quale sarà facile comprendere il messaggio che il testo vuole trasmettere. I pensieri e le azioni dei personaggi indicheranno la strada. Età di lettura: da 6 anni.

È garantito il servizio d’interpretariato LIS-italiano e italiano-LIS

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

Manuela Monti, psicologa/psicoterapeuta, è docente nella scuola primaria. Ha pubblicato Piccole storie (Albatros, 2013), L’orso Bu e altri racconti (Armando, 2014).

Mauro Iandolo, figlio udente di genitori sordi, è presidente dell’associazione OfficinaLis e Lis performer.

Lucia Pasquini è Direttore Editoriale presso Intrecci Edizioni.

Susanna Di Pietra, figlia udente di genitori sordi, è vice-presidente dell’Associazione Coda Italia.

Augusta Antognozzi, sorda, è madre di figlie udenti.

Alberto Caimi, sordo, è padre di figli udenti.

Viviana Rocchi, educatrice sorda presso la Scuola dell’Infanzia ‘Silvestri’, è madre di una bimba sorda e di una udente.

Mauro Mottinelli è Psicologo Clinico, Psicoterapeuta e Psicopatologo Forense.

Veruska Menna, attrice e insegnante di dizione, ha pubblicato Quaderno di Dizione (Caramanica 2012) e Flaminia (Rapsodia 2016).

Luca Des Dorides, storico, lavora presso l’Istituto Statale Sordi – Roma (MIUR).

Ivano Spano, Commissario Straordinario dell’Istituto Statale Sordi di Roma (MIUR), insegna Sociologia Generale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova.

16 marzo 2017
di Michela Moschillo
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Sordi e CODA: la cultura popolare

(Questo articolo è stato tradotto in italiano ed è disponibile nella sua versione in lingua originale al link:
https://tylerbeardshow.wordpress.com/2013/10/12/deaf-and-coda-popular-culture/ )

I CODA vivono  sia una vita da sordi sia una vita da udenti. Avendo una doppia cultura, i CODA possono prendere parte alla cultura popolare di entrambi i mondi. A molti udenti da bambini sarà capitato di far finta di essere il proprio cantante preferito e di cantare con una spazzola o una scopa in mano, anche ai CODA.  A molti sordi da bambini sarà capitato di andare a vedere uno spettacolo per sordi, o delle commedie, anche ai CODA.  Anche se  possono sentire, molto di ciò che riguarda la cultura popolare sorda si riversa nelle vite dei CODA.
Nel campo dell’intrattenimento e dei media, ci sono moltissimi performer sordi. Poesie recitate in ligua dei segni, commedie, spettacoli, musical, o persino musica per sordi. Musica per sordi? Ebbene sì. Difficile da credere, ma a molti concerti heavy rock sarà possibile trovare un discreto numero di persone sorde. Infatti grazie ai bassi molto pesanti i sordi riescono a “sentire” la musica. E’ interessante notare come i CODA amino ascoltare la musica a volume alto a casa, naturalmente indisturbati, almeno fino a quando non partono un sacco di bassi. Musica a parte, ci sono anche alcuni film in grado di catturare fortemente l’attenzione visiva dei sordi. Figli di un Dio Minore è uno dei miei preferiti. C’è anche una serie TV che ha ottenuto una certa popolarità, Switched at Birth ( Al Posto Tuo [N.d.t.] )
Sono cresciuto in una casa con due genitori udenti e due nonni sordi che si sono presi cura di me e di mia sorella. Durante la mia vita ho accettato molte cose in casa, come regole che ad  altri udenti sarebbero sembrate strane. Le didascalie, o sottotitoli, sono stati sulla mia TV da quando sono nato. Ricordo quando ne vedevo una senza sottotitoli e mi sentivo confuso, mi chiedevo perchè la TV non stesse funzionando. I sottotitoli sono sempre stati importanti a casa mia, non solo per i miei nonni ma anche per i miei genitori e mia sorella. I miei nonni a volte sono davvero rumorosi e molto spesso ci capita di perderci qualcosa di ciò che sta accadendo in TV, ma è facile riprendere con i sottotitoli.
I vestiti che esprimono l’orgoglio dei sordi sono molto popolari nelle comunità di non udenti come anche in alcune comunità di udenti. Su questi vestiti spesso le lettere dell’alfabeto ASL sostituiscono quelle dell’alfabeto inglese, componendo parole che si riferiscono alla sordità, ai CODA, o a qualcosa che abbia a che fare con la cultura sorda. La figlia di un amico della mia famiglia realizza e vende magliette con tre segni sul davanti: ‘Vivi, Ridi, Ama’. Le magliette non servono solo a sensibilizzare le persone riguardo la lingua dei segni e la comunità dei sordi, ma anche a raccogliere fondi per la GLAD (Ente per la Sordità Greater Los Angeles), un’organizzazione di Los Angeles  a sostegno dei sordi.
E’ incredibile quanti media così popolari  ci siano là fuori che fanno un qualche riferimento alla ASL o alla sordità. Ad esempio canzoni tradotte in lingua dei segni che si arricchiscono di nuovi e a volte bellissimi significati. E questi sono alcuni dei modi meravigliosi che i CODA hanno di colmare la distanza tra il mondo degli udenti e quello dei sordi.
(Traduzione a cura di Silvia Lanciotti)

10 marzo 2017
di Michela Moschillo
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Festa dei genitori sordi 2017 – Mother and Father Deaf Day

AGGIORNAMENTO DEL 2/4/17:
II GENITORI SORDI DAY:
SABATO 6 MAGGIO 2017
presso il MONK Club
Via Giuseppe Mirri 35, Roma
dalle ore 11:00 alle ore 17:00
Per info e prenotazioni: codaitaly@gmail.com


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Come ogni anno festeggiamo, in linea con tutti i CODA del mondo… i nostri genitori per il “Mother and Father Deaf Day“!!!
Segnatevi la data, sabato 6 Maggio a Roma, tenetevi pronti per venire con i vostri amici e con le vostre famiglie a festeggiare insieme!
L’evento è aperto a tutti!
Presto vi sveleremo i dettagli!
Seguiteci QUI (evento FB) !!!

Che cos’è il Mother and Father Deaf Day:
https://www.coda-international.org/MFDDay

L’anno scorso, 2016, abbiamo festeggiato COSI’ (Album foto FB)
Nel 2015, abbiamo reso omaggio alle nostre famiglie con una raccolta virtuale di FOTO (video foto youtube)

Quest’anno vogliamo fare di meglio e aprire le porte a tutti i CODA d’Italia e a tutti coloro che vorranno partecipare!

9 marzo 2017
di Michela Moschillo
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La famiglia – Figli di sordi condividono la loro vita

(Questo articolo è stato tradotto in italiano ed è disponibile nella sua versione in lingua originale al link:
http://www.nytimes.com/1986/12/15/style/the-family-children-of-deaf-share-their-lives.html )

“Lo chiedo ora a mio fratello, “Perché non potevamo mai parlare di queste cose?” ”, Ha detto il ventiduenne Annjoy Marcus. ” E ‘stata una parte così importante della nostra vita.’

” E ‘difficile da spiegare, ma era qualcosa di cui proprio non si doveva mai discutere’ ‘, ha replicato suo fratello maggiore ventiseienne, Alan. ” E ‘così liberatorio, ora, essere in grado di affrontare tutto questo.’ ‘

Quello di cui stavano discutendo – con le parole e con la lingua dei segni – è stata l’esperienza di crescere come bambini udenti figli di genitori sordi. Hanno condiviso questa esperienza la scorsa settimana con altri figli adulti di sordi, in una conferenza che ha rappresentato l’ultima espressione pubblica di un movimento che sta focalizzando nuova attenzione sulla nuova sordità in famiglia.

Non esistono statistiche sul numero di americani con familiari che hanno problemi di udito, ma il loro numero si ritiene sia di grandi dimensioni. Studi del “Census”, citati alla conferenza, stimano che circa 2 milioni di persone negli Stati Uniti siano profondamente sorde e che più di 18 milioni di americani hanno qualche problema di udito. Altri studi suggeriscono che il 90 per cento dei bambini nati da adulti sordi può sentire normalmente.

L’incontro al Marymount Manhattan College di New York, il primo nel suo genere sulla costa orientale, ha offerto approfondimenti sia sui benefici che sugli oneri di crescere nelle famiglie di sordi. L’incontro è stata la prova più recente di una tendenza verso l’aumento della comunicazione tra sordi, i loro genitori e figli, gli educatori e gli operatori che lavorano con loro.

I 100 partecipanti includevano i sordi, i loro familiari e gli esperti del settore. Contrassegnata di tanto in tanto da qualche lacrima e spesso da una risata, la riunione durata tutto il giorno ha offerto la traduzione simultanea sia per i sordi che per gli udenti.

” E’ solo negli ultimi due anni o poco più, che i figli di adulti sordi sono usciti allo scoperto in un certo numero” ha detto Nancy Frishberg, linguista I.B.M. che ha condotto una ricerca sulla lingua dei segni. Il Dr. Frishberg ha sottolineato l’importanza di rappresentazioni artistiche legate alle persone sorde e delle loro famiglie, come ad esempio la versione cinematografica di ” Figli di un Dio minore ” e la Hallmark Hall of Fame produzione televisiva di ” L’amore non è mai silenzioso. ”

Tuttavia, il Dr Frishberg e gli altri nel corso della riunione hanno detto che l’impulso principale ad una maggiore attenzione verso le famiglie dei sordi è stato il lavoro di un’organizzazione di istruzione e difesa, ovvero l’associazione CODA (figli di sordi adulti), che è anche sponsor della conferenza.

Il gruppo, con sede a Santa Barbara, in California ha attirato 500 membri sin dalla sua fondazione nel 1983, e ora ha cinque sedi in tutto il paese.

Molti figli udenti di genitori sordi hanno detto nel corso del meeting che condividere le opinioni sulla cultura sorda ha permesso loro di apprezzare un’esperienza che in passato avevano sottovalutato. ” E’ una cultura che alcuni da adulti cercano di respingere ,’ ‘ha detto Mike Jacobs, presidente della sede di Manhattan. ” Ma ora molti si stanno rendendo conto che si tratta di una esperienza che ci dà tanto in comune – beh ti toglie il fiato.

Da bambino il signor Jacobs ha iniziato a tradurre le trasmissioni radiofoniche ai suoi genitori sordi. Quando aveva 5 anni, ha detto: ”la leggenda familiare narra che una sera, mentre stavo traducendo ciò che stava andando in onda, mi sono girato verso la radio e ho detto: ‘Aspetta un attimo!’  Poi ha aggiunto, ” Noi figli di genitori sordi condividiamo molte esperienze nelle quali ci assumiamo responsabilità in anticipo rispetto ad altri bambini. ” Il signor Jacobs ha sottolineato che questo ha i suoi aspetti positivi e Mr. Marcus ha convenuto che ciò favorisce la maturità e l’indipendenza. ” Ma io ho anche avuto la sensazione di non aver mai avuto un’infanzia, ” ha detto Mr. Marcus. Un bisogno di ricerca.

” Abbiamo bisogno di molta più ricerca sui ruoli che assumiamo” ha detto Lou Ann Walker, l’autore di ” Senza parole ”, il suo libro di memorie sulla vita in una famiglia con genitori sordi.

Alcuni alla conferenza hanno detto che il libro, pubblicato lo scorso autunno, è stato il catalizzatore che li ha spinti a riesaminare la propria infanzia.

Uno dei ruoli di cui Ms. Walker riferisce è quello di essere stato mediatore tra i genitori e la società, un ruolo che ha paragonato a quello dei figli di immigrati che non parlano inglese. ” A volte siamo stati infastiditi da tutte le domande, ” ha detto. ” I tuoi genitori possono parlare, possono guidare una macchina, possono lavorare? Certo che possono!

Ma la gente crede che se i tuoi genitori non possono sentire, allora sono completamente disabili.

”L’ insensibilità della società verso i sordi è spesso esasperante, ha detto Mr. Marcus. ”Gli altri bambini chiedevano di mia nonna, ‘Oh, è lei la signora che è sorda e muta (dumb in inglese che ha anche il significato di stupido)?’ ” racconta ” E io mi arrabbiavo e spiegavo che la parola ‘muto’ (dumb in inglese) significa stupido, ma che mia nonna non lo era. ” Ha poi aggiunto: ” Trattare la sordità con i miei genitori, non era il problema. Il problema ha a che fare con la percezione del mondo della loro sordità.” La conferenza è stata sponsorizzata anche dalla Gallaudet University di Washington, una scuola di 180 anni, per i sordi, e dal Marymount Manhattan College, che offre l’unico programma di laurea certificato per gli educatori dei sordi nello Stato di New York. L’indirizzo di CODA è P.O. Box 30715, Santa Barbara, Calif. 93130. Una studentessa diciannovenne del secondo anno alla Marymount, Marcella Mitchell, ha detto alla conferenza, di aver imparato a segnare da un cugino. ” Un sacco di persone vedono i “non udenti” come persone sorde, invece di persone a cui semplicemente capita di essere sordi, ” ha detto la signora Mitchell. ” Vorrei che le persone potessero semplicemente guardare a loro come esseri umani. ”

Alla conferenza, alcuni adulti figli di sordi descrivono in modo commovente la prova dell’amore dei propri genitori. ” I miei genitori dormivano ogni sera con le loro mani attraverso la ringhiera del lettino in modo da sapere quando stavo piangendo o quando mi muovevo ha detto Mary Ann Klein del New York Society per la sordità.

” Essere qui, è stato affascinante, e mi ha spinto a chiedermi se i miei figli soffriranno alcuni di questi effetti, ” ha segnato Samuel Landau di Manhattan. Lui e sua moglie, Rachelle, che è anche sorda, hanno tre figli, di età compresa tra 7, 5 e 1 anno, udenti. ” Credo che sia necessario per noi parlare di queste cose”, ha detto.

” Non mi sento in colpa, però, di aver coinvolto i miei figli nella cultura dei sordi, ” ha detto Howard R. Busby, un professore dell’ Univesità di Gallaudet. Egli è il padre di quattro figli udenti, dai 6 ai 26 anni. ” Credo che sia stata una esperienza molto positiva per loro. ”

In effetti, molti dei partecipanti sordi hanno avuto piacere nel condividere l’umorismo che a volte trovano nella congiunzione tra mondo udente e mondo non udente. Uno dei momenti più divertenti è avvenuto quando il dottor Busby ha descritto le buffonate di suo figlio di 6 anni. ” E ‘molto orgoglioso di mettere in mostra la mia sordità ai suoi compagni di scuola,’ ‘ha affermato. ” Per dimostrare che sono sordo si mette dietro di me e grida. Io non rispondo, con sua grande gioia ”

” Ma un giorno, quando stava facendo questo giochino, per caso mi è capitato di guardarmi intorno, mentre lui stava urlando. Sai, penso che si stia ancora chiedendo se fingo o no! ‘

(Traduzione a cura di Silvia Lanciotti)

6 marzo 2017
di Michela Moschillo
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Good Deeds Day – Insieme per il bene comune

EDIT DEL 2 APRILE: Ecco qui le foto delle attività svolte per il Good Deeds Day e per la Run Fun, la Stracittadina, è stata un’esperienza bella e calorosa, grazie a tutti i partecipanti!
FOTO!

AGGIORNAMENTO DEL 20/03/2017:

In collaborazione con la compagnia teatrale Arte&Mani – Deaf Italy Onlus, abbiamo organizzato delle attività gratuite all’interno della manifestazione internazionale ” Good Deeds Day Italia – Insieme per il bene comune”, nata per diffondere la solidarietà, la pratica delle “buone azioni” in una giornata dedicata a questo, in tutto il mondo.

SABATO 1 APRILE 2017
dalle 10 alle 12 si svolgerà “Comunichiamo con le mani“, un breve approccio alla sordità e alla lingua dei segni con docente madrelingua, in Via Giovanni Giolitti 163, zona Termini.
http://www.insiemeperilbenecomune.org/partecipa/schedainiziativa.asp?idevento=418
https://www.facebook.com/events/308122699603314/

– dalle 14,30 alle 17,30 presso il teatro “Il Cantiere” in Via Gustavo Modena 92, zona Trastevere, si svolgerà il “Corso di sensibilizzazione all’arte del corpo” per esternare le proprie emozionie saper comunicare con il corpo, con docente sordo.
http://www.insiemeperilbenecomune.org/partecipa/schedainiziativa.asp?idevento=421
https://www.facebook.com/events/1644835429156205/

– dalle 15,30 alle 16,30 in via G.Giolitti 163, si svolgerà “Un, due, tre, musica!“, un laboratorio musicale e visivo per bambini udenti, coda e sordi, con docente udente.
L´incontro per i bimbi da 0 a 2 anni e mezzo si terrà dalle 15.30 alle 16.00 e l´incontro per i bimbi dai 3 ai 5 anni si terrà dalle 16.00 alle 16.30.
http://www.insiemeperilbenecomune.org/partecipa/schedainiziativa.asp?idevento=426
https://www.facebook.com/events/1866831726930582/

In occasione della Maratona di Roma, ci sarà la Fun Run, La Stracittadina, del 2 APRILE, una bellissima passeggiata nel centro di Roma chiuso al traffico per l’occasione, saremo presenti al Circo Massimo con uno stand per accogliervi e farci conoscere, qualora siate interessati a partecipare alla passeggiata, potrete partecipare alle nostre iniziative e ricevere il biglietto per il ritiro del kit oppure cliccare su questi link:
https://www.retedeldono.it/it/funrun/coda
https://www.retedeldono.it/it/funrun/artemani
Per partecipare alla Fun Run è necessario iscriversi, acquistando il kit del partecipante il cui costo minimo è di 10 €. Se ti iscrivi tramite CODA Italia o Arte&Mani Deaf, 6 € andranno all’organizzazione mentre 4 € all’associazione. Potrai così aiutare e supportare le nostre attività e progetti!!!

Per qualsiasi info scrivete a codaitaly@gmail.com o artemani.italy@gmail.com