Coda Italia

(Children of Deaf Adults), associazione di promozione sociale, figli udenti di genitori sordi

Comunicazione a “Chi l’ha visto?”

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Egregio direttore,
in qualità di presidente dell’associazione CODA Italia (Children Of Deaf Adults) che rappresenta e riunisce i figli udenti di genitori sordi italiani e collabora con le associazioni equivalenti nel resto del mondo, le scrivo in merito alla puntata della trasmissione televisiva “Chi l’ha Visto?” andata in onda su Rai 3 il 19 febbraio 2020.
Con grande sorpresa e rammarico abbiamo dovuto assistere, impotenti, a un atto di gravissimo pregiudizio riferito alle persone sorde, in cui ci sentiamo direttamente coinvolti e a nostra volta offesi, in quanto figli.
Da sempre, siamo al fianco dei nostri genitori nel combattere stereotipi e pregiudizi riferiti alla loro disabilità e nel cercare di superare le numerose barriere del suono e della comunicazione, tanto più difficili da riconoscere, in quanto invisibili ai più. Viviamo in una società che fatica a vedere nella “diversità” una ricchezza e molti di noi, figli udenti, ne hanno a loro volta subito il pregiudizio.
Nello stesso modo gioiamo con i nostri genitori di ogni azione finalizzata all’inclusione e all’abbattimento di tali barriere, come è stato di recente la positiva esperienza del festival di Sanremo in LIS.
Siamo di conseguenza rimasti esterrefatti di fronte al silenzio della giornalista Sciarelli alle parole della sorella di Annamaria Sorrentino che stigmatizzava arbitrariamente tutti i sordi come violenti.
E’ per noi evidente che ella ha una conoscenza limitata della sordità e circoscritta al piccolo gruppo di persone sorde frequentate dalla sorella. Partecipiamo al suo dolore e confidiamo che le indagini della polizia possano fare chiarezza su quanto accaduto.
Nel contempo siamo rimasti turbati dalle immagini di violenza domestica, che avete trasmesso, e che coinvolgono una coppia di persone sorde, conoscenti di Annamaria, e la loro bambina che ne è stata spettatrice. Lo siamo di fronte a ogni manifestazione di violenza, senza eccezione alcuna!
Ma respingiamo con forza che la parola violenza sia accostata genericamente ai sordi e ai nostri contesti familiari! Siamo frutto dell’amore di persone sorde, che ci hanno accudito, cresciuto e accompagnato all’età adulta con la tenerezza e la sapienza di cui ogni bambino ha bisogno. Abbiamo fatto esperienza quotidiana di un’educazione al rispetto della diversità e del suo valore. Ne siamo fieri e grati.
Per tali ragioni riteniamo inaccettabile il silenzio della giornalista e il tacito consenso della tv pubblica e chiediamo che siano fatte esplicite e pubbliche scuse sia nella prossima puntata, sia sui vostri social che, postando i video in cui tali parole sono state pronunciate, hanno innescato e dato altresì spazio a commenti offensivi, ignoranti e ingiuriosi.
Altrettanto chiediamo sia specificato in modo chiaro e inequivocabile che quella violenza appartiene, fortunatamente, a un gruppo circoscritto di persone sorde (così come ad altri udenti) e che NON è la normalità dei nostri contesti familiari, dando voce alla nostra gratitudine, in quanto figli di genitori sordi, per tutto ciò che abbiamo ricevuto e che ci rende, ciascuno di noi in modo diverso, promotori di inclusione e rispetto nella nostra società, al fianco di quanti, sordi e udenti che siano, sono impegnati per lo stesso fine.
Siamo dunque fiduciosi che possiate recepire quanto da noi evidenziato e richiesto a beneficio di tutti.
Cordiali saluti

CODA ITALIA

“Mi scuso se c’è stato un equivoco, i sordi non sono persone violente, per noi la violenza è violenza non…

Pubblicato da Chi l'ha visto? su Mercoledì 26 febbraio 2020
*** Dopo la nostra lettera e altre lamentele la presentatrice della trasmissione si è scusata, la ringraziamo per la doverosa precisazione. ***

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