Coda Italia

(Children of Deaf Adults), associazione di promozione sociale, figli udenti di genitori sordi

Cos’è la “CULTURA CODA” e come si relaziona con la cultura dei sordi?

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(Questo articolo è stato tradotto in italiano ed è disponibile nella sua versione in lingua originale al link:
https://tylerbeardshow.wordpress.com/2013/10/01/what-is-coda-culture-and-how-does-it-relate-to-deaf-culture/ )

CODA sta per Children of Deaf Adult (Figli di Adulti Sordi) acronimo che sta ad indicare tipicamente un gruppo di persone costituito da ragazzi udenti che crescono in una famiglia con genitori sordi. Circa l’85% -90% dei genitori sordi hanno bambini udenti o “CODA”. Alcuni CODA hanno genitori sordi che limitano l’uso della lingua dei segni ai propri figli; in realtà ciò comporta per il bambino una limitazione nel modo in cui egli può comunicare i propri sentimenti ai genitori. La maggior parte dei CODA impara la lingua dei segni a sufficienza per agire come un ponte di comunicazione tra i sordi e il mondo degli udenti. Questo può essere una benedizione ma anche un peso e certamente è una grande responsabilità che viene data al bambino in giovane età.

I CODA sono spesso utilizzati come traduttori dai loro genitori, il che non è sempre una cosa positiva. I bambini infatti si troveranno spesso a tradurre argomenti tipici degli adulti.

Immaginate da bambino di provare a comprendere tutte le parole utilizzate nella vita frenetica di un adulto, avendo inoltre la necessità di tradurle. Fatture, visite mediche, ecc, sono alcune delle cose che i CODA si trovano a dover tradurre, anche se possono essere confusi e potenzialmente inappropriati. I CODA si assumono questa responsabilità, ciò può non essere del tutto un male. Per molti CODA questa responsabilità viene ricompensata dall’essere bilingue e dall’imparare a comunicare all’interno di due culture, imparano a prendersi le responsabilità in tenera età, e altro ancora.

Ci sono molte storie che i CODA possono raccontare, alcune positive, altre negative. Alcuni CODA diventano attivisti per i sordi, combattono per i diritti dei sordi e sono molto protettivi nei confronti delle loro famiglie, mentre altri prendono le distanze dalla cultura dei sordi.

La definizione di cultura di Selma Lagerlof si compone di due elementi: 1) “La cultura è ciò che hai imparato” e 2) “. La cultura è ciò che hai dimenticato”, nel senso che cessiamo di essere consapevoli della sua esistenza come “comportamento appreso”.

Sono cresciuto in una famiglia di semi Sordi; i miei genitori sono entrambi udenti ma i miei nonni da parte di mia madre sono sordi e hanno vissuto con noi per la maggior parte della mia vita.

Essere esposti alla cultura dei sordi e imparare i tanti piccoli aspetti della vita attraverso occhi sordi è diventata per me la normalità. Mi ricordo la prima volta che ho visto un televisore senza sottotitoli: avevo circa 10 anni e stavo in visita a casa di un amico. Ci siamo seduti a guardare la TV e ho sentito che qualcosa mancava, ma non ho capito a fondo il perché se non più tardi. La famiglia di mia mamma è originaria della Romania pertanto avevamo molti amici romeni, erano tutti sordi o comunque conoscevano la lingua dei segni. Ho incontrato per la prima volta un rumeno che non era sordo e non conosceva la lingua dei segni quando avevo 17 anni e rimasi molto confuso da ciò, non riuscivo a capire il perché.

So che è stupido averlo pensato, ma sono cresciuto in un mondo in cui tutti i romeni conoscevano la lingua dei segni.

Il punto che sto cercando di chiarire è che i CODA, poiché crescono in due mondi, quello sordo e quello udente, hanno imparato una cultura diversa ed hanno imparato un diverso comportamento rispetto a qualunque altra persona udente.

(Traduzione a cura di Silvia Lanciotti)

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